La crisi economica e l’inventiva dei singoli


Continuano a chiudere molti negozi: per lo più negozi dozzinali di abbigliamento, ma anche di elettronica, sport, ormai battuti dalle grandi catene di distribuzione di un genere specifico (vedi Decathlon per lo sport) o dagli acquisti su internet, sempre più frequenti. Ma chiudono anche i piccoli alimentari, sostituiti dai grandi supermercati (Coop-Esselunga-Conad), i quali a loro volta, se la devono vedere con altre grandi distribuzioni low-cost (Eurospin-Lidl).

Ogni tanto però,  vi sono singoli artigiani, che si ingegnano per sopravvivere, inventandosi quel qualcosa in più, che li contraddistingue evitando l’estinzione!

Come “L’amico della scarpa”: si chiama così il negozio del calzolaio Lorenzo, il cui successo si è basato su 3 elementi: la professionalità di un mestiere ormai in estinzione, appunto; i prezzi onesti; la pubblicità. La professionalità è una qualità che non è regalata da nessuno, se non dall’impegno della persona. Ma gli ultimi 2 punti, sono la chiave che potrebbero aiutare o stimolare tanti altri piccoli imprenditori/artigiani.

I prezzi da lui applicati, sono giusti per il servizio che rende, e di sicuro ci guadagnerà, il che vuol dire che altrettanti calzolai “cari-perchè-si-reputano-introvabili-come-specie” applicano prezzi inadeguati.

La cura dell’immagine: in fondo con piccoli dettagli, è riuscito a fare la differenza, attirando clienti. Una volta regala una penna personalizzata; ti avvisa via sms a lavoro pronto, indicando l’orario di chiusura; ti regala un buono sconto in caso di spese che arrivino a un tot di €uro; si presenta elegante, gentile, dà considerazione al cliente, che se deve attendere, ha un comodo divanetto dove aspettare il suo turno.

Le 2 qualità che ho messo in evidenza, non sono,poi, cosi’ scontate: quante volte i negozianti tirano corto o ci fanno sentire come se ci facessero un favore servendoci?? Ora non è piu’ il tempo per permettersi questi atteggiamenti. Non è meglio abbassare un po’ i prezzi per recuperare a lungo termine?

Già, il termine: tutti si guarda al breve periodo affamati di sistemarci…ma non funziona cosi’. Tornando al commercio, la clientela fissa, se la devono “guadagnare” col tempo e la costanza e l’onestà, i commercianti.

Ecco perchè ho pensato meritevole di un breve articolo il sig. Lorenzo, “L’amico della scarpa” ! (via Miccinesi, Q5 Firenze)

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Mobilità sostenibile: cosa desidererebbero i residenti di Firenze

La curiosità mi porta spesso a scoprire nuovi gruppi, che “sognano” di cambiare Firenze, migliorandone la qualità di vita.

I tempi che cambiano, la mentalità delle persone, la crisi, cercare di adeguarsi agli altri Paesi europei, sono tutti diretti a cambiamenti rispetto alle vecchie/attuali abitudini relative anche all’argomento degli spostamenti urbani.

Partecipando a volte a conferenze o percorsi partecipativi, che trattano il tema della mobilità sostenibile, posso riportare come i residenti immaginerebbero la mobilità a Firenze .

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Ciclabilità- Nella classifica delle città bike friendly, Firenze non è da collocarsi negli ultimi posti. Ha una discreta rete ciclabile ma manca di alcune accortezze che la renderebbero davveri ciclabile. Ecco alcune richieste, che sempre più spesso vengono rivolte al Comune.

  • continuità delle piste ciclabili (al momento sono spezzettate)
  • piste ciclabili sicure, ossia, separate da un cordolo dalle corsie delle vetture (dove la larghezza della carreggiata lo permette)
  • attraversamenti “ciclabili” , come da codice della strada, cioè affiancate ma separate da quelle pedonali, cioè delimitate da quadrotti e con sfondo rosso
  • più rastrelliere, per evitare di legare la bici ai vari pali, evitando così ostacoli e pericoli per pedoni, categorie disabili e carrozzine. Rastrelliere da collocare in punti sicuri, quindi illuminati, vicini a edifici sorvegliati, in modo da contrastare comtemporaneamente, la piaga del furto
  • pulizia periodica programmata per togliere i rottami di bici dalle rastrelliere, sia per rendere utilizzabili gli stalli a chi ne ha bisogno, che per decoro urbano, consegnando i rottami ad associaioni per il riassemblaggio di bici da vendere a buon prezzo (modo per contrastare anche il riciclaggio di bici rubate)
  • istituire zone 30kmh, non solo nel centro ma anche nella prima periferia specialmente in assenza di ciclabili
  • consentire il trasporto delle bici sulla tramvia in qualsiasi fascia oraria
  • maggior controllo da parte delle autorità (Polizia Municipale, Polizia di stato, Carabinieri) del parcheggio selvaggio sulle corsie ciclabili
  • istituire (dove le corsie lo consentono per larghezza) il senso unico eccetto bici
  • legalizzare la percorrenza delle corsie dei bus al transito delle bici

firenze_tramvia_mappaTrasporto su rotaia- L’istituzione della linea 1 della tramvia a Firenze, ha riscosso successo: -bus = -traffico  +velocità=raggiungere velocemente la propria destinazione. Di conseguenza i residenti auspicano

  • che vengano iniziati presto i lavori della seconda linea tramviaria, ma anche delle altre 3, che erano in programma. Incluso tra queste ci sarebbe anche la linea che passerebbe dal centro, quindi da piazza del Duomo, criticata da sempre per il richio di danni architettonici ai monumenti della piazza. Ma è stato constatato che, in altre città europee, altrettanto ricche di monumenti antichi e preziosi, ciò non si è verificato
  • che tutte le linee siano in superficie
  • che la fascia oraria sia h24

images (1)Parcheggi- la questione parcheggi auto, va di pari passo ad azioni che scoraggino all’uso di vetture private. quindi

  • più parcheggi scambiatori seri e economicamente allettanti. A Bari, p.e. funzionano bene poichè il biglietto del parcheggio include quello del mezzo pubblico, dura l’intera giornata, e costa meno di 2€ !
  • no ai parcheggi interrati (si parla tanto di interrare il parcheggio in piazza del Carmine), perchè questo porterebbe comunque traffico automobilistico in centro
  • istituire il limite della circolazione fino ai viali, quindi più aree di sosta all’esterno della cerchia cerntrale della città

imagesBus- è il mezzo di trasporto pubblico al momento per eccellenza. Pare che entro pochi anni il parco mezzi venga rinnovato con mezzi più moderni e pensati ‘anti evasione’ dell’ acquisto del biglietto. Tuttavia

  • i residenti del centro storico dicono no al transito dei bus turistici e di quelli a 2 piani, perchè al loro passaggio, provocano vibrazioni tali da creare crepe negli appartamenti
  • dovrebbero essere ancor più idonei per gli utenti disabili, p.e. per gli ipovedenti, con sistemi audio sia alle fermate che a bordo, che annuncino l’arrivo o le specifiche fermate del mezzo. E questo dovrebbe essere capillare, su tutte le linee (alcune ne sono già dotate)
  • abbonamenti più convenienti per i residenti

Tutto ciò, sarà solo un sogno o qualcosa riuscirà ad essere realizzato? Io voglio essere ottimista, e se non la mia generazione, confido che le successive possano godere una Firenze migliore.

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Le 100 cose

Da ragazzina avevo l’abitudine di conservare molte cose: ricordi, oggetti a cui ero legata sentimentalmente, collezioni varie, oltre a tener da parte diversi capi di vestiario, perchè non sciupando quasi nulla, vigeva la frase “non si sa mai, potrebbe servirmi”.
Poi, da quando sono andata a vivere da sola, e non adorando spolverare, ho cercato di liberarmi di diversi oggetti: ho tuttavia avuto periodi in cui accumulavo candele, candelieri, cornici, foto, riviste, oggetti vari: non utili e poco utilizzati.
Finalmente pochi anni fa ho scelto la via del minimalismo e della praticità, anche se dovrò ulteriormente migliorare. Adoro sbarazzarmi di cio’ che non utilizzo e del superfluo, tenendo lo stretto necessario; questo vale anche per l’abbigliamento. Non indossando capi stravaganti, generalmente ciò che possiedo non passa di moda, e faccio in modo che continui a starmi.

Un giorno ho letto la recensione di un libro intitolato “La sfida delle 100 cose” di Dave Bruno, e l’ho comprato. In pratica l’autore descriveva il suo cambiamento di vita, da acquirente sfegatato a minimalista, ossia vivere con più o meno 100 cose: concetto a cui stavo arrivando anche io.

Quindi via via elimino ciò che nel quotidiano non uso, ne faccio pacchetti con attaccato sopra  biglietti che ne descrivono il contenuto, li metto in vista accanto ai cassonetti, e in men che non si dica spariscono!
Per gli abiti idem: se un capo non lo uso da almeno 2 anni, pussa via. Faccio un pacco e lo dono a chi personalmente so che ne ha bisogno, o, come faro’ con il prossimo che consegnerò  all’associazione City Angels, che ha come scopo quello di donare ai senza tetto o a famiglie povere, cose “utili” e non futili.
Un tempo donavo i capi alla Chiesa: ma quando ho saputo che i soliti “noti” si recavano abitudinariamente a chiedere lo stesso capo, perchè invece di lavarlo lo buttavano, ho smesso.

E cosi’ ora, se mi occorre qualcosa, ne do via un’altra. In fondo la mia vita è semplice dal punto di vista dell’abbigliamento, quindi a parte qualche capo passpartout, il resto si riduce a poco.
Per essere onesta, il mio lato femminile non è sparito del tutto, quindi qualcosina in piu’, l’ho sempre ;)

Ma tra le cose che ho dato via, ci sono stati anche piccoli elettrodomestici che in fondo non usavo, libri che una volta letti non mi interessava conservare e che ho donato alla biblioteca di quartiere. Stampe incorniciate, che mi avevano stancato, bijoiux che considerando la mia età non avrei piu’ indossato, un tappeto…

In fondo con meno cose si vive meglio: basta l’indispensabile, che tutto sommato è composto davvero da poche cose. E cosi’ ho imparato a fare anche in viaggio: portavo sempre tante cose, perche’ “non si sa mai”…ma alla fine mettevo sempre gli stessi capi, quindi piano piano sto riducendo al minimo anche il bagaglio anche in viaggio.

Una cosa a cui non rinuncio sono gli strumenti di comunicazione: net-book, tablet, digitale, tutti i vari cavi per connettersi e trasferire i dati sul pc, perchè mi piace rimanere in contatto con chi conosco, in tempo reale.

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Uno dei prossimi passi sara’ anche quello di regalare gli LP…tanto lo stereo non ce l’ho piu’, prendono posto e polvere e basta: e magari c’e’ chi ne fa collezione o chi li ascolta ancora.

Da “La sfida delle 100 cose”
….sottrarsi agli stimoli assillanti del consumismo eliminando il superfluo e adattandosi a vivere con solo cento oggetti.
…La Sfida delle 100 cose è una reazione alla cultura del materialismo, che fa vivere nel costante desiderio di comprare sempre più cose senza che queste possano mai indurre un autentico senso di soddisfazione.
….La Sfida delle cento cose è un’occasione esemplare per riflettere sugli effetti positivi del rifiuto del consumismo e sperimentarli nel concreto.

Anche la definizione Downshifting non mi dispiace, sebbene la metta in pratica solo in parte (definizione, che rispecchia uno stile di vita a cui si arriva solo in modo consapevole e riflettendo sul proprio passato e ciò che può riservarci il futuro):

Downshifting
E’ una parola inglese che si utilizza nell’ambito dell’economia ed in pratica significa “guadagnare meno per vivere meglio”
Letteralmente: scalare marcia.
Facendo un paragone automobilistico possiamo dire:
è vero che l’alta velocità da una certa ebbrezza, ma è pur vero che andando lentamente ci si gode meglio il paesaggio.
Tanti soldi possono togliere molti sfizi, ma per guadagnare tanto si deve anche lavorare tanto e il tempo per goderseli da soli o con la propria famiglia rischia di non esserci o se c’è, lo stress da lavoro è tale che non permette di godersi questi sfizi a pieno.
Questa “filosofia” di vita, consiste nel lavorare meno, guadagnando meno, ma avendo molto più tempo per godersi ciò che si ha e nel modo migliore, dedicando più tempo a se stessi e/o alla propria famiglia migliorando notevolmente la qualità della vita.
Ma chi pratica il Downshifting non è sprovveduto o incosciente, sa che i soldi non sono tutto nella vita, ma aiutano a vivere, così non vanno sperperati ma amministrati con una certa furbizia, ingegnandosi per risparmiare la dove si può, dalla spesa quotidiana alle vacanze, dall’abbigliamento per gli adulti agli articoli per l’infanzia, facendo del Dowshifting un vero e proprio stile di vita impostato sulla parsimonia e il vivere sereni.

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Cominciamo dalle “vacanze”

Questa galleria contiene 1 foto.

Le vacanze, per me, erano sinonimo di Castiglione della Pescaia, paese di origine, dove abitavano i miei nonni materni, e dove con la mia famiglia andavo durante le varie vacanze scolastiche. E così ho continuato a fare nel 90% dei … Continua a leggere

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Prossimamente on line

tutte le immagini e le musiche, non sono inserite a caso 

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Presentazione di Vivere (S)Low Cost & Green

Il nome del sito, nasce 3 anni fa, da quando ho capito di apprezzare le giornate con un ritmo “diverso”, rispettando ritmi più naturali. Dalla scelta di vivere più semplicemente, con meno di quanto avessi fatto fino allora. Dalla decisione di coltivare ancora di più interessi a me cari, come l’arte, il cinema, la scoperta della città in  cui vivo, Firenze. Da quando mi sono avvicinata a uno stile di  vita più “naturale”, per non dire ecologico, partendo dall’uso della bici per il 90% dei miei spostamenti urbani, tanto da farne una passione.

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